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Ad ogni vantaggio corrisponde una contropartita considerevole...
Il prezzo della vita eterna
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Burattini recupera il classico tema zagoriano della tribù sconosciuta (quasi scomparso nella gestione Boselli-Burattini in favore di una maggiore coerenza storica) e lo miscela con le tematiche fantastiche, che da sempre costituiscono uno dei filoni principali della saga dello Spirito con la Scure. L'autore toscano propone, infatti, una variante del tema dell'immortalità, spunto non nuovo nella serie (vedere la scheda della storia) apportando, comunque, una sua personalizzazione tale da rendere quest'episodio sufficientemente originale e piacevole, che può rappresentare la versione zagoriana del mito della "fonte della giovinezza".
Analizzando i personaggi protagonisti della storia, c'è qualche rammarico per l'utilizzo del dottor Metrevelic (vedere la scheda della storia), al suo ritorno sulla serie dopo oltre vent'anni. E non tanto in termini quantitativi di presenza (il dottore è addirittura protagonista di una storia semi-parallela a quella di Zagor, che si congiunge con il plot principale solo nel finale, un aspetto di interesse e fuori dal consueto per la serie), quanto per il suo scarso ruolo nella vicenda di primo piano. Zagor lo interpella per avere un suo parere scientifico sul mistero in cui si è imbattuto (guerrieri che invecchiano rapidamente in pochi secondi e si polverizzano), ma perviene da solo alla verità e il dottore risulta quindi quasi superfluo, dato che si limita a medicare lo Spirito con la Scure e a dare le sue ipotesi scientifiche sulla meteora che ha dato origine a tutto. Certo, il suo ruolo nell'equilibrio della storia è importante poiché si è trascinato dietro i banditi e (di conseguenza) gli uomini dello sceriffo, essenziali per cacciare indietro i pellerossa ostili, ma non ci sembra sufficiente per giustificare il suo ritorno. A conti fatti, tutte le pagine dedicate a Metrevelic danno l'impressione di essere superflue e ininfluenti per la storia principale, nel senso che lo stesso obiettivo finale (salvataggio di Zagor e compagni in extremis) poteva essere ottenuto con soluzioni alternative che non prevedessero un suo coinvolgimento.
La caratterizzazione "cattiva" della tribù del lago è comunque, narrativamente parlando, necessaria per giustificare le ultime pagine, con Zagor che compie un atto che non è innocuo quanto potrebbe sembrare: la distruzione della sorgente, il solo collegamento tra Darkwood e l'altra realtà. Lui stesso ci dice che non lo fa a cuor leggero ("sarà come chiudere la porta di una cella e gettare via la chiave" - n.449, pag.30). Così facendo, infatti, l'intero popolo del lago, già condannato a non abbandonare la bolla temporale, vede spegnersi definitivamente la possibilità di evitare la propria estinzione. Soluzione triste, ma necessaria per salvaguardare tutti coloro che avrebbero potuto finire in quella prigione. La sceneggiatura è scorrevole e con i tempi ben calibrati, con azione, inseguimenti e duelli. Segnaliamo, in particolare, le pag.81-82 del n.448 in cui Zagor, durante il duello con Sikanda, dopo essere stato ferito a tradimento alla spalla da una freccia scagliata da un terzo, in un pugno di vignette prima si vendica con la scure di chi lo ha colpito e poi si estrae dal corpo la freccia e con la sua punta elimina Sikanda tagliandogli la gola, bellissima sequenza!
Infine, Lamak, guerriero che ha dato serio filo da torcere a Zagor, viene lasciato ammaccato nella capanna dei prigionieri e "dimenticato" dalla trama principale. Non ci sarebbe dispiaciuto che fosse stato lui (anziché uno sconosciuto) il guerriero morente che racconta a Zagor le origini del popolo del lago.
Energia. E' la considerazione che si può fare vedendo i disegni di Chiarolla, perfettamente a suo agio nelle parti d'azione dell'albo: inseguimenti, duelli e una lunga sequenza tra rapide, con tanto di caduta dalla cascata, che il tratto dinamico e nervoso di Chiarolla fa quasi provare al lettore, esprimendo benissimo la forza e l'energia della corrente (n.447, pag.82-89).
Le due copertine di Ferri sono ben impostate e illustrano adeguatamente i contenuti di quest'avventura. La prima appare approssimativa a tratti (la figura di Zagor in particolare), più equilibrata e riuscita la seconda nel complesso (bello il lettering del titolo, in tono con la parola "lago" in esso presente). Avventura piacevole, ma lanciamo una frecciatina alle troppe anticipazioni che di questa storia erano state fatte nelle rubriche dello Speciale 14, in cui si leggeva "Zagor affronterà [...] una tribù di misteriosi pellerossa che l'acqua di una strana sorgente rende immortali: lo aiuterà il dottor Metrevelic, una vecchia conoscenza dei lettori più fedeli". Saputo già tutto questo prima di aprire l'albo, rimane poco di quel "sense of wonder" che la vicenda avrebbe ispirato a un lettore inconsapevole. Il lettore è sempre contento di sapere cosa bolle in pentola, ma in questo caso si è ecceduto troppo nello spoiler. Ah, razza ingrata, quella del lettore! Prima chiede anticipazioni delle prossime storie, e poi si lamenta se qualche sorpresa è rovinata! ;-) Vedere anche la scheda della storia
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