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| La posta di uBC/1 |
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Anche questo mese la mole dei vostri messaggi ci costringe a dedicare le pagine del dopolavoro quasi esclusivamente alla posta. Ringraziando ancora tutti quanti, vi ricordo che potete partecipare sia utilizzando l'apposito form, sia scrivendo direttamente al sottoscritto, curatore della rubrica. Buona lettura.
Cari amici di uBC, ho appena finito di leggere il terzo numero di GEA: come al solito, i disegni sono sempre buoni, e tutto sommato anche la storia era abbastanza carina. Il motivo per cui ho deciso di scrivere non riguarda pero' la storia in se', quanto piuttosto l'introduzione di Enoch stesso in seconda di copertina: l'argomento e' il buonismo che secondo alcuni traspare dalle pagine di GEA. Definirlo "buonismo" non e' comunque una scelta felice, secondo me: il problema e' piu' profondo. Voglio dire, condivido quello che dice Enoch a proposito del fatto che non sarebbe giusto far vivere ai propri personaggi "diversi" (Leonardo e Sigfrido) un'esistenza piena di rimorsi (uno per per il proprio handicap, l'altro per la propria diversita'). Il fatto e' che Enoch esagera nell'estremo opposto. Mi spiego: e' assolutamente innegabile che ci siano delle barriere insormontabili per degli handicappati, e questo non dovrebbe accadere. E' pur vero, pero', che, almeno a quanto traspare nel fumetto, Leonardo sembra sempre rinfacciare a chi gli sta attorno (soprattutto adulti) che la colpa della sua condizione sia loro. Eh, no, caro Luca (spero che mi permetta questa licenza): e' vero che ci sono delle colpe da parte della societa' nei riguardi di chi e' handicappato o meno fortunato, ma non per questo si puo' accusare tutto e tutti; una condizione di (che brutta parola!) "inferiorita'" non deve essere il pretesto per poter fare cio' che si vuole, come piu' di una volta fa Leonardo: insomma, vabbeh che l'avvocato e' un babbeo a mettere la macchina nel posteggio in quel modo, ma diciamo che la sua reazione e' stata un po' esagerata. Spero di non passare per una carogna, ma secondo me il suo modo di fare e' estremamente spocchioso e maleducato, e penalizza la sua stessa condizione (io credo che si possa essere sempre educati: chiedere con gentilezza non dovrebbe essere visto come vigliaccheria). In compenso, pero', tanto e' sgradevole Leonardo, tanto invece e' ben caratterizzato Sigfrido: per nulla macchiettistico, e' un personaggio gradevole e simpatico (almeno a me), anche se poteva (Enoch) risparmiargli il pugno nello stomaco a quel poveraccio del buttafuori (almeno, poi, pero' diventano amici; meno male). Spero che non mi fraintendiate: a me piace GEA, e trovo che l'impegno che Enoch profonde, soprattutto nel cercare di costruire caratteri ben definiti (e soprattutto innovativi) all'interno del mondo Bonelli, sia da lodare. Pero' e' innegabile che abbia calcato un po' la mano nella caratterizzazione di Leonardo. Per ora saluti a tutti e grazie per (l'eventuale) attenzione. P.S.: Una piccola domanda a tutti voi (anche a Luca Enoch, se avra' occasione di leggere questa missiva): ma GEA dove cavolo e' ambientato? In Italia, oppure negli Stati Uniti? Io personalmente non l'ho capito: alcuni elementi mi fanno pensare all'Italia, pero' altri agli Stati Uniti: insomma, non mi raccappezzo piu'. Aiuto!
Ciao a tutti, rispondo volentieri a Carlo. Non ti piace Leonardo e invece apprezzi Sigfrido. Ho letto recentemente un post su un forum in cui uno affermava esattamente il contrario, definendo Sig una macchietta che "neanche nei film dei Vanzina"! Questo solo per dire che non posso entrare nel merito delle considerazioni di Carlo perchè sono meramente soggettive. Posso riaffermare invece la mia volontà di portare avanti la caratterizzazione di Leo così come l'avevo ideata all'inizio. Leo è una "capa tosta"; avete notato che la sua sedia non ha le maniglie sullo schienale? Questo perchè lui non vuole farsi spingere. è un atteggiamento che può irritare i normodotati, soprattutto quelli in vena di buone azioni: "come, io ti offro il mio aiuto disinteressato e tu mi prendi a pesci in faccia? Allora sei stronzo!" Ecco, Leonardo è stronzo. E diventerà il comprimario di Gea. E magari qualcosina di più. Forse, chissà.
Ma l'importante è che sia un personaggio piacevole, per me, da tratteggiare,
sviluppare, far evolvere; e non una figurina di sfondo che porti avanti un
messaggio, magari sacrosanto, ma che non irriti. La rabbia che Leonardo si
porta dentro si manifesta in reazioni come l'episodio delle bongas; in
maniera eclatante e non sottotono. Leonardo è davvero uno che si incatena
alla saracinesca di un locale notturno perchè non ci sono rampe di accesso e
dentro uno con la carrozzella non può muoversi agevolmente. Sono consapevole
che si tratta di atteggiamenti radicali che possono infastidire, ma il
personaggio è nato così. Magari il rapporto confidenziale con Gea lo
addolcirà. Forse, chissà. P.S. La città dove vive Gea è una metropoli senza identità, una sorta di amalgama di diverse grandi città europee e nordamericane. Ha un fiume, grandi ponti, una bella area verde nel centro ma non è New York; ha grandi parchi nei suoi pressi, con foreste di sequoie e profondi canyon, ma non è Los Angeles né San Francisco. La sua polizia assomiglia a quella europea, ci sono vaste comunità di immigrati maghrebini e indiani, ma non è Parigi né Londra. Può anche darsi che non ci si trovi nel nostro universo ma su qualche piano di esistenza parallelo, dove tutto è simile a ciò che conosciamo ma non è affatto lo stesso.
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Era già da un po' di tempo che ero alla ricerca di un sito come il Vostro, visto che la Bonelli, da quel che leggo nella rubrica della posta dei vari albi, è stata prima restia a crearlo e poi, una volta deciso, sta impiegando moltissimo tempo a realizzarlo... Sono rimasto molto colpito dai contenuti del vostro sito (si trova veramente tutto quello che si può reputare interessante) e mi sono naturalmente iscritto immediatamente e adesso sono impaziente di ricevere le mail con le novità.
Per ora ho una sola domanda: ho sentito dire di un ultimo numero di Akim apparso in edicola senza numero sul dorso. Mi date qualche notizia?
Caro Andrea, La serie è stata pubblicata dalla Bonelli fino al n.48 del maggio 1980, ma già dal mese successivo le "Edizioni del Quadrifoglio" di Milano ne hanno proseguito la pubblicazioni senza interruzione nella numerazione fino al conclusivo numero 84 uscito luglio 1983. Non ci risulta che nessuno dei numeri usciti nella serie regolare mancasse della classica numerazione, forse le voci che tu hai sentito si riferivano all'unico numero speciale ("Terrore sulle nevi"), pubblicato nel luglio 1981 come supplemento al n.62 della serie regolare. Grazie per i complimenti che ci rivolgi.
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Salve, per iniziare complimenti per il sito, navigarci e' divertente ed interessante. Leggo praticamente tutti i fumetti della Bonelli e se non sono tutti e' solo per una mera questione di soldi, sigh! Ho trovato il vostro indirizzo attraverso Altavista, ma per la verita' lo conoscevo gia' grazie ad un amico appassionato di fumetti come me. Ho una richiesta da farvi: vi ricordate "La Linea", cartoon che andava in onda alla Rai tra la fine degli anni '70 e i primi '80 (credo), che poi venne utilizzato dalla "Lagostina" per publicizzare le pentole (delle quali poi divenne quasi il simbolo)? Sto cercando notizie e possibilmente immagini sia del cartoon che dell'autore, ma non riesco a trovare nulla! Potete aiutarmi e farmi avere qualche notizia per favore? Grazie in ogni caso, continuate così.
Ciao Rossella, Ed è soltanto grazie alla popolarità acquisita attraverso la famosa trasmissione che il personaggio di Cavandoli (al quale hanno collaborato come animatori anche Giancarlo e Loretta Marchesi ed ha prestato la famosa voce stridula e stizzosa il bravissimo Carlo Bonomi) ha potuto godere di vita propria in brevi film di tre minuti realizzati cucendo assieme le brevi sequenze deli spot televisivi.
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Ho sentito dire che sta per uscire un nuovo fumetto della Bonelli. Tratta di un angelo dell'inferno che si ribella alla sudditanza di Satana... e così via.
Mi sapreste dire qual'è il titolo e quando esce in edicola?
Caro Dario, Creato da Luca Tiraboschi (che è anche produttore televisivo di molti variètà delle reti Mediaset) per la Star Comics, il giovane angelo ribelle è stato protagonista di una miniserie di quattro numeri edita nel 1999 nel classico formato bonelliano, ed è tornato di recente nelle edicole (stavolta per le edizioni Panzer & Gambini) con uno speciale in formato gigante di 132 pagine.
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