La spada di Paros

un atipico shojo manga in chiave fantasy
Recensione di E.Romanello |   | manga/

La spada di Paros
 

Recensione

La spada di Paros dimostra in pieno la duttilità del genere shojo manga, capace di unire in sé varie tematiche e generi, molto diverso e dalle correnti attuali e dai classici del genere.

Mentre le speranze di rivedere in un'edizione filologicamente corretta il manga di Candy Candy si allontanano sempre di più causa contrasti inconciliabili tra le due autrici, la GP Publishing presenta invece un'altra opera di Yumiko Igarashi, La spada di Paros, realizzata in collaborazione con la compianta Kaoru Kurimoto, decisamente interessante e piuttosto lontana dalle atmosfere delle bionde eroine Candy e Georgie, la prima certo più infantile, la seconda dai toni più adulti.

La spada di Paros si svolge in un mondo fantasy molto simile a quello dei romanzi occidentali (verrebbe da citare Marion Zimmer Bradley, ma non solo, anche altri autori) e racconta la storia della principessa Erminia del regno di Paros, che rifiuta il suo ruolo di donna appartenente alla famiglia reale e vuole comportarsi come un uomo, combattendo come un qualsiasi guerriero.
Erminia ha come compagno inseparabile Julius, che la ama in gran segreto, ma si scopre attratta dalla povera lavandaia Fiona, alla quale salva la vita. Il tutto in mezzo ad intrighi e antiche profezie, come quella che stabilisce che chi impugnerà la spada di Paros senza esserne degno causerà la fine del regno.

Il tema della ragazza che si finge uomo non è nuovo: inevitabile pensare a Ribbon no kishi (La principessa Zaffiro) di Osamu Tezuka, e ovviamente anche a Lady Oscar di Riyoko Ikeda, tra l'altro il personaggio di Julius ricorda molto quello di André.

Ma ci sono anche importanti innovazioni, quali l'introduzione, certo in un contesto irreale e fantasy, di tematiche omosessuali al femminile in un'epoca in cui si era ancora molto lontani dalle storie realistiche e attuali di Ebine Jamaji. Il grande amore dell'eroina della storia è una persona del suo stesso sesso, è questa è indubbiamente una rivoluzione, negli shojo di un genere che si voleva sì con qualche tematica tipo il travestitismo sessuale ma sempre improntati poi ad una tranquilla eterosessualità tra la protagonista e il bishonen di turno.

Le due protagoniste
disegni di Yumiko Igarashi

(c) 2009 GP Publishing

Le due protagoniste<br>disegni di Yumiko Igarashi<br><i>(c) 2009 GP Publishing</i>

Tra l'altro mentre gli amori tra ragazzi hanno fatto nascere un genere di storie scritte da donne, gli yaoi e gli shonen ai, gli amori tra ragazze sono stati poco frequentati al di fuori del voyeurismo spesso volgare degli hentai e la stessa Igarashi ha poi preferito scrivere storie più adulte ma incentrate su donne etero.

Lo stile del disegno ricorda quello di Candy e Georgie: Erminia somiglia più a loro, ma ha la stessa grinta di Lady Oscar, una vera seme, la parte maschile della coppia, mentre Fiona rappresenta quella che negli yaoi è l'uke, la ragazza molto femminile, bruna come lo sono le ragazze giapponesi e con gli occhioni sognanti, ma che vive una vicenda più cruda che altre protagoniste.

La cura degli scenari e degli ambienti è comunque maniacale, ricostruendo un mondo fantasy molto occidentale con castelli, foreste e cunicoli e tra l'altro una curiosità, nel secondo volume ci sarà una guest appearance di Candy, Terence, Archie e Stear tra gli ospiti ad un torneo in onore di Erminia, un po' fuori parte ma divertente.

La spada di Paros dimostra in pieno la duttilità del genere shojo manga, capace di unire in sé varie tematiche e generi: forse è stato un titolo sperimentale anche nel suo Paese, ma è comunque interessante poterlo avere avuto tradotto in italiano, perché è molto diverso e dalle correnti attuali e dai classici del genere.

La spada di Paros di Yumiko Igarashi - GP Publishing - 6,90 €

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