Da Lucca: testati per voi (ediz. 2012)
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W.I.T.C.H - Le Origini
"Sono le nostre iniziali W.I.T.C.H: strega, non è carino?"Parlare di "anteprima" in questo caso vale solo perché il paperback economico che la Disney Italia ha pensato per ristampare le avventure delle sue giovani streghe è stato presentato in anteprima proprio a Lucca, ma siamo abbastanza convinti che tra gli appassionati di manga in Italia ci siano pochi lettori che non hanno almeno sentito parlare una volta di
"WITCH! Non ho mai sentito una cosa così stupida!"
I motivi di questa frequentazione sono molteplici: nonostante fosse penalizzato da una "confezione" che rendeva di fatto impossibile a chiunque non fosse esattamente appartenente al target di riferimento (e forse persino un po' più giovane) acquistarlo senza addurre patetiche scuse come "me lo ha chiesto la mia cuginetta", W.I.T.C.H. appartiene a quel periodo magico della Disney Italia che ha regalato oggetti di culto come PKNA: Paperinik New Adventures, MMMM: Mickey Mouse Mistery Magazine e Monster Allergy. Filone che si è poi esaurito, alcuni dicono "forzatamente", lasciando dietro di sé qualche eredità di pregio, tra cui il mai decollato Speed Loop e storie qualitativamente "superiori" come il recentissimo Dracula di Bram Topker.
Altro motivo è che di questa esplosione creativa, anarcoide al punto di riuscire a scardinare per un breve periodo le paludature di comodo che erano state affibbiate ai personaggi più amati dai giovani lettori italiani per restituirli alla loro natura avventurosa, W.I.T.C.H. era quello maggiormente ispirato allo stile fumettistico del Sol Levante.
Usiamo il termine "ispirato" e non "debitore" (anche se ci starebbe) o, peggio, "imitatore", perché il pregio degli autori di questa avventura editoriale fu quello di "fare bene i compiti" e capire, piuttosto che copiare, ciò che negli anni aveva permesso ai giapponesi di "invadere il mondo". Una lezione appresa talmente bene che W.I.T.C.H., come si suol dire, "fece il giro": i diritti vennero infatti acquistati dalla Kadokawa Shoten per farne una edizione ri-disegnata da Haruko Iida.
L'opera dell'italianissimo team di autori Disney si faceva forte di una conoscenza ed un "rispetto" del proprio target, le giovani adolescenti: difficilmente si rivedranno nel fumetto Disney l'espressione (grafica e raccontata) della "corporeità" di una ragazzina, delle ansie adolescenziali, del lutto. Temi che sono moneta corrente per il Giappone ed invece eccezione ad una regola editoriale che divide il mondo tra "bambini" e "cresciuti" in Italia.
Se i temi erano "inauditi", la loro narrazione era invece professionale: situazioni e dialoghi sono congegnati con estrema cura, le personalità delle cinque giovani streghe emergono linearmente e senza contraddizioni, gli ambienti (la scuola, le case, le famiglie) non sono anonimi ma vengono immediatamente caratterizzati da come le protagoniste ci vivono, ci parlano, ci scherzano. E poi cambi di scena cronometrici e scene emozionanti ed inaspettate (come la già citata scena del lutto).
Il disegno poi era quello del "momento magico": alcune delle migliori matite e dei migliori pennelli (o workstation grafiche) alla Disney Italia si sono cimentate lungo i vari episodi, esattamente come capitava per le altre testate "cult", così le cinque giovani streghe ed il loro mondo potevano esprimersi al meglio e conquistare, come si diceva, un posto nell'immaginario fumettistico mondiale.
Tutto perfetto quindi? Non esattamente. Ad una lettura e ad un confronto attento W.I.T.C.H. presenta comunque dei punti deboli. Innanzitutto il grosso sospetto che il tema "giovani streghe guardiane" sia stato, alla fin fine, sviluppato a tavolino prestando orecchio a suggestioni estranee: tanto i dialoghi e le situazioni "di magica vita quotidiana" sono divertenti e briose, quanto qualunque cosa legata al mistico multiverso che sarebbe teoricamente il motore di tutta la narrazione appare forzata, già sentita ed approssimativa. Ad ogni sua comparsa il Cuore di Kandrakar si rivela per quello che è: un MacGuffin con cui le protagoniste risolvono in poche vignette una situazione drammatica che, comunque, si era sviluppata in maniera affrettata. La figura di
L'impressione, insomma, è che non si sia voluto, o potuto, premere fino in fondo sul pedale del dramma, depotenziando di conseguenza tutto il comparto "dinamico", con il risultato ibrido di un fumetto che non riesce ad essere fino in fondo "d'azione" ma non si accontenta di essere una "commedia fantasy".
Concludendo, per un prezzo estremamente competitivo viene rimandato in edicola un fumetto leggero che, con pregi è difetti, ha fatto parte di un periodo decisamente interessante. Decida il lettore, anche valutando la disponibilità di cuginette da usare come pretesto, se darci un'occhiata. W.I.T.C.H. di Autori Vari - brossurato - Disney Italia - 2,70
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