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" Piramide di sangue"

TESTI
Moreno Burattini
DISEGNI
Gallieno Ferri

Denise
Anaconda!
Velasquez e Richter
La città azteca

Pagine correlate:

Una storia-fiume di lunghezza epica e ricca di contenuti, con personaggi vecchi e nuovi, avventure e varietà di ambientazioni, eppure riuscita solo in parte.

Un fiume senza rapide
recensione di Cristian Di Clemente

Moreno Burattini elabora una storia coraggiosa ed ambiziosa, per la sua lunghezza d'altri tempi. Coraggiosa perché scrivere saghe di questa portata non è mai semplice, dovendosi basare su idee "forti" che giustifichino una tale ampiezza di respiro e necessitando di una narrazione che conservi l'interesse per centinaia di pagine. Ambiziosa perché le aspettative che si creano nei lettori (abituati a racconti di queste dimensioni solo in casi eccezionali, come il ritorno di supernemici alla Hellingen o Kandrax, o per episodi rimasti impressi indelebilmente nell'immaginario della serie, come "La marcia della disperazione", n.112-116) sono necessariamente elevate. Se a questo aggiungiamo che ai disegni c'è il papà grafico dello Spirito con la Scure, la salivazione aumenta... ;-).

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Denise e i suoi pensieri
disegni di Gallieno Ferri
(c) 2005 SBE
   
 
L'autore toscano elabora un soggetto che esalta Zagor come il simbolo dell'Avventura con la A maiuscola (azione, inseguimenti, botte, pericoli, locations varie ed esotiche, antiche leggende, tesori perduti, amici in pericolo, caccia a nemici nuovi): uno Spirito con la Scure che agisce al di fuori della legge, spinto dalla lealtà e da un senso di giustizia superiore alle leggi degli uomini, "ribelle ed amante della libertà", come lo descrive Denise, paragonandolo al vecchio pirata Jean Lafitte, suo padre.

E' una storia piacevole ma non quella pietra miliare che, date le stuzzicanti premesse, ci si poteva attendere: la saga si è rivelata per vari aspetti inferiore alle attese.

La carne messa al fuoco e la varietà dei temi sono tanti, ma la sostanza è poca. Si è sempre in attesa che la storia abbia una brusca sterzata che la faccia entrare nel vivo, ma dopo i primi due albi diventa evidente che si assiste ad un lento avvicinamento alla città azteca, teatro dello scontro "tutti contro tutti" concentrato nella quinta parte: le trame portanti (gli aztechi pronti alla rivolta, le esplorazioni di Richter, il destino di Lafitte, il viaggio di Zagor e Denise) scorrono parallelamente per quattro albi, intrecciandosi solo di rado.

"una storia piacevole ma non quella pietra miliare che, date le premesse, ci si poteva attendere"    

I frequenti momenti d'azione che precedono l'epilogo, in realtà, diventano un "intralcio": non sono reali sorprese, né intrigano o avvincono. E quattro albi d'attesa per una conclusione in cui si disfa, frettolosamente, quanto narrato in precedenza (su tutto l'uscita di scena del sacerdote ed il repentino sgonfiamento della minaccia di rivolta azteca) sono troppi. Tante sequenze sono soffocate ed appesantite, inoltre, da uno spiegazionismo eccessivo, che spezza inesorabilmente il ritmo.

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Duello subacqueo
disegni di Gallieno Ferri (c) 2005 SBE

Sono diversi i momenti in cui si ha l'impressione che i personaggi, anziché dialogare tra loro, stiano recitando artificiosamente per esporre al lettore, in qualsiasi situazione e con grande lucidità, tutte le opzioni possibili e motivando il perché delle loro azioni (per es., n.478 pag.9 e pag.48) o sottolineando quello che è già evidente (Cico, in cella, chiede a Zagor le intenzioni degli aztechi che sotto i suoi occhi stanno arroventando dei coltelli). Alla lunga attesa si è affiancato solo di rado, quindi, il gusto genuino di raccontare (le parentesi dedicate alla goffaggine di Cico o ai suoi numerosi parenti) o di definire il carattere dei protagonisti (i tre aiutanti di Denise fanno solo numero, mentre il sanguinario sacerdote Izcalli ed il principe Cuitluhuac da lui sobillato restano confinati in un ruolo piuttosto scontato, come pure il ribelle Maxtli).

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Velasquez e Richter attendono...
disegni di Gallieno Ferri
(c) 2005 SBE
   
 
Aggiungiamo, inoltre, lo scarso interesse suscitato dal "grande nemico", quel Richter che in questa saga non cresce rispetto al poco visto ne "Il segreto dei sumeri" e che deve ancora guadagnarsi i gradi di avversario degno di essere tramandato. Mentre il bieco Velasquez esce di scena in un pugno di vignette, senza impensierire lo Spirito con la Scure nello scontro diretto.

Sono da ricordare, invece, alcune sequenze e dialoghi piuttosto crudi per una serie come Zagor. Non perché ci abbiano sconvolto o turbato in modo particolare ma perché, con ogni probabilità, non ne vedremo più per un bel pezzo (vedere la scheda della storia).

Questa storia ci ha lasciato, comunque, la superflua conferma che il grande Gallieno Ferri, 76 primavere alle spalle, resta l'interprete grafico per eccellenza dello Spirito con la Scure. Con la sua consueta professionalità sforna un titanico episodio di 470 tavole, una lunghezza che alla Bonelli Editore in passato è stata superata, da un singolo disegnatore, solo da Erio Nicolò ("La cella della morte", TX 141-145, 511 tavole), da Ferri stesso ("Incubi", n.275-280, 513 tavole) e da Gugliemo Letteri ("Il segreto del Morisco", TX 387-392, 586 tavole).

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La città azteca, panoramica dall'alto
disegni di Gallieno Ferri (c) 2005 SBE

"Se Zagor è la grande Avventura, Ferri è Zagor e, quindi, il grande interprete dell'Avventura"    
Certo, in una storia di questa lunghezza è naturale trovare qualche svista, nonché la conferma dei punti deboli già noti dello stile del disegnatore genovese (in particolare, la varietà delle fisionomie, qui poco efficace per rendere distinguibili i protagonisti aztechi), ma il suo straordinario dinamismo nelle scene d'azione, la sua forza, vigore e la sua interpretazione di Zagor rimangono pressoché intatti, pur in presenza di un segno che, assottigliandosi nelle vignette più tirate via, inizia a sentire il passare del tempo.

Il punteggio dei disegni è, quindi, un premio all'elevata qualità media di questa prova in rapporto ad una lunghezza di 470 pagine. Difficilmente vedremo serie più giovani (vedi le saghe della guerra in Nathan Never o Magico Vento, di lunghezza complessiva analoga a questa "Piramide di sangue", realizzate da un team di disegnatori), asfissiate da esigenze di programmazione e rispetto dei tempi di consegna, affidare tante tavole ad un solo uomo. Se Zagor è la grande Avventura, Ferri è Zagor e, quindi, il grande interprete dell'Avventura.

Per altre note e informazioni vedere anche la scheda della storia
 

 


 
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