Cinquecento di questi Alan!
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- Satira della società italiana
- Satira delleterna lotta tra il bene e il male
- Satira dellhorror
- Parodie per tutti
- Superciuk
- Da Superciuk allabbandono di Magnus nel 1975
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- Una voce fuori dal coro (la mia)
- Alan Ford, figlio del suo tempo
- Anche levoluzione di Alan Ford è figlia del suo tempo
- Fine dellera Piffarerio e logoramento
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- Il dilemma creativo: quali prospettive?
- Il "nuovo" Alan Ford
- Quale satira?
- La realizzazione grafica di Perucca, restitutor patriae
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Satira della società italiana
Non manca la costante parodia della società italiana: memorabile è la sequenza dapertura delSatira delleterna lotta tra il bene e il male
In Alan Ford questi nemici del mondo sono a dir poco perfettibili e spinti da motivazioni assurdamente ridicoleCome in tutti i fumetti che si rispettano, anche in Alan Ford non mancano i folli paranoici che vogliono conquistare il mondo, contro i quali il Gruppo TNT si trova di volta in volta a lottare. Tuttavia, anche i vari
Ad affiancare il folle e potente di turno non manca lo scienziato pazzo pronto ad assecondarne le folli trovate. Così è con
Satira dellhorror
Non manca la parodia dellhorror. Oltre alla raccapricciante Operazione Frankenstein e ai quadri ricorrenti qua e là, dove Magnus sfoggia la sua mirabile perizia grafica, val la pena ricordare La paura fa spavento, con tanto di classico "fantasma", o Idem Idem, che lascia il lettore sempre sul filo del rasoio e persuaso delleffettiva esistenza di un essere tremendo e soprannaturale fino a quando (come nel Mastino dei Baskerville, di Conan Doyle) la verità ben poco trascendentale non viene svelata nelle ultime pagine. Il culmine arriva conParodie per tutti
Lelenco delle parodie potrebbe essere piuttosto lungo, anche perché Alan Ford stesso nasce, cresce e si sviluppa come fumetto parodistico, una caratteristica che in fondo non abbandonerà mai. Abbiamo così la parodia del politico (Un voto per Notax), la parodia del gangster (ilSuperciuk
A proposito di Superciuk, sicuramente larcinemico e antisupereroe per antonomasia del Gruppo TNT, si è detto e scritto così tanto, che non mi pare il caso di aggiungere nulla se non un paio di curiosità (e semplicemente invito chi volesse conoscere meglio il personaggio a consultare la rete). La prima riguarda la genesi di Superciuk: narra Bunker che sul finire degli anni Sessanta soleva rientrare sempre molto tardi dal lavoro, vale a dire la mattina molto presto. Il portinaio del condominio di Milano dove viveva (unepoca dove ancora esistevano i portinai!) era sempre ubriaco e riusciva a puzzare di grappa ed essere alterato già di primo mattino, ovvero quando il nostro rientrava. Luomo venne quindi soprannominato "Semper ciuc", che in milanese significa "sempre ubriaco". Di lì a "Superciuk" il passo fu breve. Ciò che è meno nota è la nascita dellaspetto fisico della "Minaccia Alcolica". Premetto che quanto sto per scrivere è testimonianza di seconda mano, ma affidabile.Non è quindi da escludere che la nascita di Superciuk sia stato il risultato dellibridazione fumettistica tra uno spazzino bolognese e un portinaio milaneseUn mio caro amico di Vignola, già appassionato di Alan Ford in gioventù e originario comunque del bolognese, mi narrò un giorno di aver visto per le strade del capoluogo emiliano uno spazzino che era il sosia di Superciuk. Sappiamo perfettamente che Magnus era di Bologna e che Superciuk è per lappunto uno spazzino (quando non fa il supereroe). E sappiamo anche che Alan Ford era sì scritto da Bunker e disegnato da Magnus, ma gli albi nascevano letteralmente a quattro mani. Non è quindi da escludere (anche se si tratta di pura congettura) che la nascita di Superciuk sia stato il risultato dellibridazione fumettistica tra uno spazzino bolognese e un portinaio milanese. Un simile evento poteva nascere solo sulle pagine di Alan Ford e per la gioia di molti così è stato.
Da Superciuk allabbandono di Magnus nel 1975
I primi 75 numeri di Alan Ford vennero prodotti dalla premiata ditta Magnus & Bunker con contributo di Magnus (non solo grafico, ma anche nei contenuti: le storie venivano scritte da Bunker, ma Magnus vi contribuiva con le proprie idee). Una nota caratteristica di Magnus e di Alan Ford in particolare, ad esempio, furono a quanto pare i "rumori" molto particolari e sui generis inventati per lalbo, come ad esempio "fum fum" per indicare lo sbuffo di una locomotiva a vapore o "frut frut" per lo sfregamento delle dita. O ancora (nel primissimo numero, Il Gruppo TNT), quando tre persone vengono uccise contemporaneamente, le grida con cui passano a miglior vita: se la prima urla "Ah!" la seconda e la terza gridano, rispettivamente, "Bh!" e "Ch!".Al di là di tutto, per sei anni e settantacinque albi il sodalizio fra Luciano Secchi e Roberto Raviola produce una serie di storie geniali, godibili e, per i fan di Magnus e della sua arte grafica, piccoli gioielli darte. Le storie corrono tutte più o meno sullo stesso filo (missione impossibile rocambolescamente riuscita grazie agli apporti più o meno determinanti dei diversi personaggi del Gruppo TNT, sullo sfondo di situazioni o circostanze più o meno attuali o verosimili).
Il
Per molti con questo albo si chiude il periodo doro di Alan Ford e lunico Alan Ford che valga la pena di leggere. Per tali soggetti lAlan Ford post "Magnus & Bunker" è un fumetto che è lombra di sé stesso o comunque di qualità inferiore.
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