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Il caso di un supereore
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Una volta era Paperinik. Poi è diventato Pk, per quelle che venivano definite le "Pk New Adventures" (PkNA). A seguire c'è stato Pk2. Ed infine Pk (Pikappa).
Purtroppo no, perché per alcuni - quelli che vanno sotto il nome di appassionati e fan - questi titoli hanno un significato ben preciso e segnano un cambiamento netto - un mutamento preciso - nella definizione di quel personaggio mascherato, sotto la cui mascherina si cela nient'altri che Paperino. Ebbene, cosa è successo stavolta? La testata dal formato ComicBook (spillata e naturalmente di ispirazione americana) dedicata a Pk è morta e risorta per la seconda volta ma stavolta ci sono stati sconvolgimenti epocali... senza esagerare!
Questo finale non può essere definito esaltante ma chiude le trame portanti di questa serie. L'avventura editoriale di Pk non termina qui. Il mese successivo esce in edicola il n.1 di "Pk". Contrariamente al caso precedente del passaggio tra "PkNA" e "Pk2", la nuova serie non si presenta come una diretta continuazione della passata ma si afferma come un "Anno Zero" dell'eroe mascherato disneyano.
Ma stavolta un senso di tradimento serpeggia tra i lettori. Non è una tesi isolata: in rete, sui siti, sui Forum, sui Newsgroups e nelle Mailing Lists interessate a parlare dell'argomento, molti la sostengono. Una delle analisi più complete e forse un po' troppo forte (ma dagli appassionati ci si aspetta pure questo) la si può trovare sul sito Pkers!
La prima delle due storie - "Un supereroe per caso", 48 pagine - vede l'arrivo degli Evroniani (per ora non sembrano tradire la
loro natura che abbiamo conosciuto in passato) e vede un Paperino intento a convivere con le disgrazie quotidiane dovute alla
sua sfortuna cronica. Ma già qui c'è una prima differenza: lo stile con cui è disegnato. I più attenti e gli aficionados riconosceranno
che è stato usato un segno grafico più vicino a quello americano e internazionale. Ricompaiono personaggi come Lyla ed Angus
ma stavolta Channel 00 si è trasformato in webgiornale. Alla minaccia di un attacco evroniano, Uno si fa avanti e investe
Paperino - dopo una ricerca e una selezione che lascia a desiderare... - del ruolo di Guardiano della Galassia (quella dei
Guardiani è un'organizzazione universale), facendogli vestire i panni del supereroe mascherato. E così, con una tranquillità unica,
tipica di chi ha assunto quel ruolo da tempo (ma non è questo il caso), Paperino, anzi, il guardiano della galassia dall'identità
misterioso e senza nome fronteggia gli alieni aiutato dalla bella Lyla, papera (?) in grado sparare raggi dagli occhi e con una agilità e forza
sovraumane. Dopo uno scontro non molto emozionante, si raggiunge il momento topico in cui l'eroe si presenta al mondo con un nome
da battaglia e sceglie Pikappa, dalle iniziali del numero di serie dello scudo extransformer.
Rimandiamo ancora una volta al completissimo articolo del sito Pkers! per avere un quadro più ampio, ma vogliamo aggiungere qualcosa: forse, con questa nuova genesi e questo tratto grafico il prodotto confezionato sarà più esportabile e potrà godere di un successo internazionale, fruibile anche in altri campi, dai videogiochi ai cartoni animati ad altro, ma non si può buttare alle ortiche tutto il lavoro fatto in passato su questo personaggio.
L'aspetto più irritante è quello della Compagnia dei Guardiani della Galassia, dai tratti alquanti ridicoli.
Nella seconda breve storia - "Cambio della guardia", solo 12 pagine - vengono rivelate le origini di Uno (spalla di Pk... o forse
il contrario) e viene esemplificato il ruolo di Everett (peraltro già citato nella prima storia): membro dell'agenzia dei guardiani, ha il
compito di preparare l'unità neuroimitativa olografica (U.N.O.) capace, in sua assenza, di individuare il soggetto da designare a
campione della Terra. In poche pagine viene spiegato il perché Uno compaia solo con una testa e non con un corpo intero ed il motivo di
quel grado di umorismo di cui è intriso. Inoltre si accenna fugacemente ad un grave problema che richiede l'intervento dei
guardiani (e che dovrebbe costituire una delle sottotrame portanti della serie) e ai possibili limiti - energetici - cui va incontro
Uno.
Un solo numero è troppo poco per poter avanzare un'opinione certa su quello che "Pk" avrà da offrire ai lettori. Quello che è certo è lo scontento di chi credeva di ritrovare il primo Pk ed invece si ritrova tra le mani una nuova creatura che ha compeltamente tagliato i ponti con quel suo passato glorioso che l'ha generato.
Pk n.1 di AA.VV.
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