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Prefazione
di Giorgio Loi
E' passato oltre un anno dalla fine della pubblicazione del ritorno di Mefisto, forse l'evento fumettistico degli ultimi vent'anni pi� atteso dai lettori di Tex. Ma, come i nostri lettori sanno, l'attesa per il ritorno del diabolico stregone � stata ben presto sopraffatta dalla delusione. Che questa storia si faccia ricordare molto pi� per gli splendidi disegni di Claudio Villa che per la sceneggiatura di Claudio Nizzi � risaputo, e anche uBC non ha mancato di evidenziarlo nella recensione alla storia. Sta di fatto che, tra i tanti lettori insoddisfatti, qualcuno ha deciso di non fermarsi alle lamentele e, messosi di buzzo buono, ha trascritto nero su bianco com'egli avrebbe immaginato il ritorno di Mefisto.
Stiamo parlando di Gianluca Casseri, direttore editoriale de "La Soglia", quadrimestrale di critica e studio sul fantastico. In qualit� di esperto di narrativa fantastica, Casseri ha attinto alla sua cultura sull'argomento, oltre che alla sua immaginazione, per dare vita a un soggetto che, sorprendentemente, ha uno spunto iniziale somigliante a quello originale di Nizzi, ma il cui sviluppo � completamente diverso e, a nostro parere, assai pi� interessante.
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Mefisto - disegno di Galep (c) SBE
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Certo, anche in questo soggetto potrebbero ravvisarsi difetti o, quanto meno, imperfezioni. Per esempio, a nostro parere forse Tex non � presente quanto avremmo voluto, e lo stesso Mefisto parrebbe essere messo in ombra dal sorprendente personaggio di Xogla, ma non � nostra intenzione procedere, in questa sede, a una recensione del soggetto di Casseri.
Il motivo per il quale lo abbiamo portato a conoscenza dei lettori di uBC � invece per mostrare non una visione alternativa, bens� una visione diametralmente opposta al soggetto di Nizzi, perch� in questo lavoro c'� tutto ci� che nell'originale manca: epicit�, fantasia, esoterismo, orrore, personaggi fortemente caratterizzati, coralit�, e tanto altro ancora. Insomma, tutto gli ingredienti che sarebbe stato lecito attendersi da una storia avente per coprotagonista il diabolico stregone e che, ne siamo quasi certi, Gian Luigi Bonelli non avrebbe fatto mancare.
Arrivare in fondo alla lettura � quasi deprimente, perch� a quel punto l'idea di un vecchietto che gioca all'illusionista, chiuso in uno scantinato e coadiuvato da quattro mandriani maldestri, diventa ancora pi� insopportabile e aumenta il rammarico per ci� che questo "ritorno" sarebbe potuto essere, soprattutto considerata l'assoluta eccellenza della parte grafica.
Non ci dilunghiamo oltre e vi lasciamo a questo originalissimo soggetto, sperando che vi diverta almeno quanto lo ha fatto con noi.
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continua con "Perch� e percome L'altro ritorno"
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